Sicurezza WordPress: monitoraggio dei file per capire se il sito è stato hackerato
Quando un sito WordPress viene compromesso, il problema più grande non è l’attacco in sé: è il tempo che passa prima di accorgersene. Un malware ben costruito non rompe nulla in modo evidente — il sito continua a funzionare, le pagine si aprono, gli ordini arrivano — mentre in background il codice malevolo ruba dati, invia spam o reindirizza i visitatori. Ecco perché una strategia di sicurezza WordPress e monitoraggio continuo dei file è oggi indispensabile per chiunque gestisca un sito, e non solo per i grandi e-commerce.
In questa guida pratica vediamo come capire se WordPress è stato hackerato, quali segnali osservare, e soprattutto come impostare un monitoraggio automatico che ti avvisa nel momento esatto in cui qualcosa cambia — invece di scoprirlo giorni dopo, magari da un cliente o da Google.
Perché la sicurezza WordPress e il monitoraggio vanno insieme
WordPress è il CMS più diffuso al mondo, e questa popolarità lo rende anche il bersaglio più frequente. La maggior parte degli attacchi non è mirata: sono bot automatici che scandagliano la rete cercando siti con plugin obsoleti, password deboli o vulnerabilità note, per iniettare codice su larga scala.
Il punto cruciale è che proteggersi non basta. Puoi avere firewall, password robuste e plugin aggiornati, ma la sicurezza al 100% non esiste: prima o poi una vulnerabilità zero-day, una credenziale rubata o un plugin compromesso possono aprire una breccia. Quello che fa davvero la differenza tra un piccolo incidente e un disastro è quanto in fretta te ne accorgi.
È qui che entra in gioco il monitoraggio. Un sito monitorato ti dice quando qualcosa è cambiato; un sito non monitorato ti lascia all’oscuro finché il danno non diventa visibile — spesso quando è ormai troppo tardi e il tuo dominio è già finito nelle blacklist di Google o degli antivirus.
I segnali che WordPress è stato hackerato
Prima di parlare di strumenti, ecco i sintomi più comuni di un sito compromesso. Alcuni sono evidenti, altri quasi invisibili.
Segnali visibili
Redirect sospetti: il sito, o alcune pagine, reindirizzano gli utenti verso siti esterni (spesso di spam o truffe).
Pop-up o pubblicità che non hai mai inserito.
Avvisi del browser o di Google Safe Browsing che segnalano il sito come pericoloso.
Nuovi account amministratore che non hai creato tu.
Rallentamenti improvvisi o picchi di traffico anomali dovuti a script malevoli.
Segnali nascosti (i più pericolosi)
File modificati: codice iniettato dentro file legittimi del core, di un plugin o del tema.
File aggiunti: backdoor caricate in cartelle di sistema, spesso con nomi che imitano file veri.
Email di spam inviate dal tuo server a tua insaputa, che rovinano la reputazione del dominio.
Attività insolite nei log di accesso e negli errori del server.
Il problema dei segnali nascosti è evidente: per definizione non li vedi navigando il sito. Puoi accorgertene solo se qualcosa controlla i file al posto tuo — ed è esattamente ciò che fa il monitoraggio dell’integrità.
Come funziona il monitoraggio dell’integrità dei file
Il concetto alla base è semplice e potentissimo. Ogni file del tuo sito ha un contenuto preciso; da quel contenuto si può calcolare un’impronta digitale univoca, chiamata hash (ad esempio con l’algoritmo SHA-256). Se anche un solo carattere del file cambia, l’hash cambia completamente.
Il monitoraggio dell’integrità sfrutta questo principio in tre passaggi:
Baseline: quando il sito è pulito, si calcola l’hash di tutti i file importanti (core, plugin attivi, tema). Questa “fotografia” viene salvata come riferimento.
Controllo periodico: a intervalli regolari, il sistema ricalcola gli hash e li confronta con la baseline.
Rilevamento: qualsiasi differenza — un file aggiunto, modificato o rimosso — viene segnalata immediatamente.
Il vantaggio è che questo metodo rileva qualunque alterazione, anche quella di un malware mai visto prima, perché non cerca “firme” note di virus: si limita a notare che qualcosa è diverso da com’era. Se hai fatto un aggiornamento legittimo di un plugin, aggiorni la baseline; se invece la modifica non la riconosci, hai un campanello d’allarme immediato.
Monitorare anche l’uptime: l’altra metà della sicurezza
La sicurezza WordPress e il monitoraggio non riguardano solo i file. Un sito può diventare irraggiungibile per mille motivi: un attacco DDoS, un errore dopo un aggiornamento, un problema del server, un plugin che manda in crash tutto. E ogni minuto di downtime è denaro perso e reputazione intaccata.
Il monitoraggio dell’uptime funziona in modo semplice: a intervalli regolari, un sistema esterno o interno “visita” il sito e verifica che risponda correttamente entro un tempo ragionevole. Se il sito non risponde, ricevi subito un avviso e puoi intervenire — idealmente prima che se ne accorgano i tuoi clienti.
Combinare i due controlli — integrità dei file e uptime — copre i due scenari peggiori per un sito: essere compromesso ed essere offline. Entrambi hanno in comune la stessa esigenza: saperlo subito.
Come impostare il monitoraggio in pratica su WordPress
Esistono vari approcci, da servizi esterni a soluzioni interne. Vediamo le opzioni.
Servizi di monitoraggio esterni
Piattaforme cloud che controllano il tuo sito dall’esterno. Ottime per l’uptime, ma per l’integrità dei file spesso richiedono abbonamenti costosi e accessi profondi al server. Adatte a chi gestisce infrastrutture grandi.
Plugin di sicurezza “tutto in uno”
Plugin molto completi che fanno firewall, scansione malware, monitoraggio e altro. Sono potenti, ma spesso pesanti: consumano risorse, rallentano il sito e includono decine di funzioni che magari non ti servono, a volte dietro abbonamento.
Uno strumento leggero e mirato
Per molti siti — soprattutto quelli di PMI, professionisti e blog — la scelta più equilibrata è uno strumento leggero e specifico, che faccia bene solo le due cose che contano: controllo integrità e uptime, con notifiche via email. Meno peso, meno complessità, nessun costo ricorrente.
È con questa filosofia che ho sviluppato MCIT File Integrity & Uptime Monitor, un plugin WordPress gratuito e open source che pesa appena 14 KB e non ha dipendenze esterne. Calcola l’hash SHA-256 dei file di core, plugin attivi e tema, crea una baseline, e ogni ora confronta lo stato del sito segnalandoti via email qualsiasi file aggiunto, modificato o rimosso. In parallelo controlla che il sito risponda, avvisandoti se va offline e quando torna online. Lo uso come esempio perché ne conosco ogni dettaglio, ma i principi valgono per qualsiasi strumento serio.
Cosa fare se scopri che il sito è compromesso
Il monitoraggio ti avvisa: e poi? Ecco i passi essenziali di una bonifica, in ordine.
Non farti prendere dal panico e non cancellare tutto a caso: rischi di perdere prove utili e dati legittimi.
Metti il sito in manutenzione o offline temporaneamente, per proteggere i visitatori.
Identifica i file compromessi: qui il report del monitoraggio è oro, perché ti dice esattamente quali file sono cambiati.
Ripristina i file puliti dalle versioni originali di WordPress, dei plugin e del tema, o da un backup sano precedente all’infezione.
Cambia tutte le credenziali: password di amministrazione, FTP, database e pannello hosting.
Aggiorna tutto e rimuovi plugin o temi obsoleti e non più mantenuti, che sono spesso la porta d’ingresso.
Ricrea la baseline una volta che il sito è pulito, per ripartire con un riferimento sano.
Se non te la senti di gestire la bonifica da solo, è il momento di rivolgerti a un professionista: una compromissione mal ripulita tende a ripresentarsi.
La regola d’oro: prevenire il tempo di scoperta
Il messaggio di fondo di questa guida è uno solo. Non puoi azzerare il rischio di essere attaccato, ma puoi ridurre drasticamente il tempo che passa tra l’attacco e la sua scoperta. Ed è quel tempo a determinare se un incidente sarà una piccola seccatura di dieci minuti o un disastro da settimane, con dati rubati, dominio in blacklist e clienti persi.
Una buona strategia di sicurezza WordPress e monitoraggio non richiede strumenti costosi o competenze da esperto: bastano un controllo di integrità dei file, un monitoraggio dell’uptime e un indirizzo email dove ricevere gli avvisi. Poco lavoro di configurazione, per una tranquillità che vale molto di più.
Vuoi mettere in sicurezza il tuo sito WordPress?
Se vuoi impostare un monitoraggio di integrità e uptime sul tuo sito, posso aiutarti. Il plugin MCIT File Integrity & Uptime Monitor è gratuito e open source: puoi scaricarlo e installarlo da solo, oppure posso occuparmene io — installazione, baseline e notifiche pronte all’uso — a un costo una tantum, senza abbonamenti.
📧 Contattami tramite il modulo di contatto oppure su WhatsApp al +39 392 523 6105.
Pietro Menconi – Menconi.IT | Consulente IT e Web, Bologna
Come generare articoli WordPress con AI: guida pratica all’automazione dei contenuti
Se gestisci un sito e vorresti pubblicare sul blog con più regolarità ma non hai il tempo di scrivere ogni settimana, generare articoli WordPress con AI è oggi una delle soluzioni più concrete per non lasciare il blog fermo. In questa guida pratica ti spiego come funziona l’automazione dei contenuti, quali sono i vantaggi reali e i limiti da conoscere, e come impostare un flusso di lavoro che produce bozze pronte da rivedere direttamente nella tua bacheca.
Non parliamo di “premere un tasto e pubblicare senza pensarci”: quello è il modo sbagliato di usare l’AI, e vedremo perché. Parliamo invece di come togliere la parte più faticosa — la pagina bianca — mantenendo il controllo editoriale nelle tue mani.
Perché generare articoli WordPress con AI ha senso
Tenere un blog aggiornato è uno degli sforzi più sottovalutati nella gestione di un sito. Serve per la SEO, per l’autorevolezza e per dare ai clienti motivi per tornare, ma richiede costanza: trovare argomenti, scrivere, rivedere, e farlo settimana dopo settimana. È proprio la costanza a mancare quasi sempre.
Qui l’intelligenza artificiale offre un aiuto concreto. Un modello linguistico come Claude, ChatGPT o Gemini è in grado di produrre una bozza strutturata su un argomento in pochi secondi. Non un testo perfetto e pronto da pubblicare, ma un punto di partenza solido che trasforma il lavoro da “scrivere da zero” a “rivedere e migliorare”. Ed è una differenza enorme in termini di tempo.
I benefici principali sono tre:
Regolarità di pubblicazione: un blog che pubblica con costanza viene premiato dai motori di ricerca e costruisce autorevolezza nel tempo.
Riduzione dei tempi: rivedere una bozza richiede una frazione del tempo necessario a scriverla.
Copertura di più argomenti: puoi coprire keyword e temi di nicchia che altrimenti non avresti mai avuto il tempo di trattare.
Il metodo sbagliato (e perché evitarlo)
Prima di vedere come farlo bene, chiariamo come non farlo. Il rischio più comune quando si inizia a generare articoli WordPress con AI è pubblicare i testi così come escono, senza revisione.
È un errore per due motivi. Il primo è la qualità: un testo AI non revisionato può contenere imprecisioni, ripetizioni o affermazioni non verificate. Il secondo è la SEO: Google non penalizza i contenuti AI in quanto tali, ma penalizza i contenuti di bassa qualità e privi di valore, come chiarito nelle sue linee guida sui contenuti generati dall’AI. Un blog riempito di articoli automatici e mai curati rischia di fare più danni che benefici.
La regola d’oro è semplice: l’AI genera la bozza, la persona la rende pubblicabile. La supervisione umana non è un optional, è il passaggio che fa la differenza tra un contenuto utile e spam.
Come impostare l’automazione: i tre approcci possibili
Esistono tre modi per generare articoli WordPress con AI, dal più manuale al più automatizzato.
1. Copia-incolla manuale
Il metodo base: apri ChatGPT o Claude, chiedi un articolo, copi il testo e lo incolli in WordPress. Funziona, ma è ripetitivo e ti costringe a uscire dal tuo flusso di lavoro ogni volta. Adatto se scrivi occasionalmente, poco pratico se vuoi costanza.
2. Servizi esterni a pagamento
Piattaforme SaaS che si collegano a WordPress e generano contenuti in blocco. Sono potenti ma spesso costose, con abbonamenti mensili e il rischio di produrre volumi di testo che poi non riesci a revisionare davvero. Il pericolo è tornare al “metodo sbagliato” per stare dietro alla quantità.
3. Un plugin integrato in WordPress
La via più equilibrata: un plugin che vive dentro WordPress, usa la tua chiave API del modello AI e salva i contenuti come bozze, non come articoli pubblicati. Così mantieni l’automazione della generazione ma anche il controllo totale sulla pubblicazione. È l’approccio che consiglio, ed è quello su cui si basa il resto di questa guida.
Generare articoli con un plugin: come funziona in pratica
Vediamo il flusso di lavoro concreto con un plugin integrato. Ho sviluppato proprio uno strumento di questo tipo, Claude Content Generator, un plugin WordPress gratuito e open source che genera bozze tramite l’API di Claude (Anthropic). Lo uso come esempio perché mostra bene la logica, ma i principi valgono per qualsiasi strumento simile.
Passo 1: la chiave API
Per far funzionare la generazione serve una chiave API del modello che vuoi usare — nel caso di Claude, si ottiene dal pannello di Anthropic. La chiave è ciò che collega il tuo sito al modello AI e viene inserita una sola volta nelle impostazioni del plugin.
Passo 2: scegliere il tema
Definisci l’argomento fisso del tuo blog: sicurezza informatica, marketing, cucina, finanza personale, qualsiasi nicchia. Questo indirizza l’AI a produrre contenuti coerenti con la linea editoriale del sito, invece di testi generici.
Passo 3: la pianificazione
Imposti la frequenza — ad esempio settimanale — e il plugin genera in autonomia una nuova bozza a ogni ciclo, salvandola nella bacheca. Ti ritrovi periodicamente nuovi articoli abbozzati pronti da lavorare, senza dover fare nulla.
Passo 4: generazione su richiesta
Oltre alla pianificazione, uno strumento ben fatto offre un pulsante per generare un articolo al momento, quando ti serve un pezzo specifico senza aspettare il ciclo programmato.
Passo 5: revisione e pubblicazione
Questo è il passaggio che non va mai saltato. Apri la bozza, verifichi i fatti, sistemi il tono, aggiungi la tua esperienza e i tuoi esempi, ottimizzi la SEO, poi pubblichi. L’AI ti ha fatto risparmiare la fase più lenta; tu ci metti il valore che nessun modello può aggiungere: competenza reale e voce personale.
Un dettaglio tecnico che conta: l’elaborazione in background
Un aspetto spesso trascurato ma importante è come il plugin effettua la generazione. Le chiamate ai modelli AI possono richiedere diversi secondi: se avvengono in modo sincrono mentre navighi nel pannello, rischi rallentamenti o errori di timeout.
Uno strumento progettato bene esegue la chiamata all’API in background, in modo asincrono, sfruttando il sistema di cron di WordPress. Così la generazione non blocca mai l’interfaccia e non impatta sull’esperienza d’uso del sito. Se stai valutando un plugin per generare articoli WordPress con AI, è un requisito su cui non transigere.
Requisiti per iniziare
Per impostare l’automazione dei contenuti ti servono pochi elementi:
Un’installazione WordPress aggiornata con accesso al pannello di amministrazione
Una chiave API attiva del modello AI scelto (ad esempio Claude di Anthropic)
Il sistema di cron di WordPress funzionante, per la generazione programmata
Soprattutto: la disponibilità a rivedere ogni bozza prima di pubblicarla
L’ultimo punto è quello che fa davvero la differenza tra un blog di qualità e un aggregatore di testo automatico.
Conviene davvero? Il bilancio finale
Generare articoli WordPress con AI conviene se lo intendi come acceleratore, non come sostituto. Se il tuo obiettivo è mantenere vivo un blog tematico pubblicando con regolarità, e sei disposto a dedicare del tempo alla revisione, l’automazione ti fa risparmiare ore ogni settimana e rende sostenibile una cosa che altrimenti abbandoneresti.
Se invece cerchi contenuti pronti da pubblicare senza alcun controllo, è meglio lasciar perdere: il risultato sarebbe un blog di scarsa qualità che non aiuta né gli utenti né il posizionamento.
Usata con criterio, l’AI applicata ai contenuti è uno degli strumenti più utili degli ultimi anni per chi gestisce un sito. Toglie il peso della pagina bianca e ti lascia fare ciò che conta: dare valore, precisione e la tua voce a ogni articolo.
Vuoi automatizzare il tuo blog WordPress?
Se vuoi impostare un flusso di generazione automatica dei contenuti sul tuo sito, posso aiutarti. Il plugin Claude Content Generator è gratuito e open source: puoi scaricarlo e installarlo da solo, oppure posso occuparmi io di installazione, configurazione della chiave API e pianificazione, con tutto pronto a funzionare.
📧 Contattami tramite il modulo di contatto oppure su WhatsApp al +39 392 523 6105.
Pietro Menconi – Menconi.IT | Consulente IT e Web, Bologna
Vediamo quali sono le differenze tra Yoast SEO e Rank Math, due noti plugin di ottimizzazione per motori di ricerca (SEO) per WordPress.
Yoast SEO è un popolare plugin per la gestione dell’ottimizzazione dei motori di ricerca (SEO) su WordPress. Con milioni di installazioni in tutto il mondo, questo strumento è ampiamente utilizzato da blogger, proprietari di siti web e professionisti del marketing digitale per migliorare la visibilità dei loro contenuti online.
Il plugin offre una serie di funzionalità utili, tra cui la possibilità di ottimizzare i contenuti per specifiche parole chiave, creare titoli e meta descrizioni accattivanti per i risultati di ricerca, analizzare la leggibilità del testo, generare sitemaps XML e molto altro ancora.
Grazie a Yoast SEO, gli utenti possono ottimizzare i loro contenuti per soddisfare gli standard dei motori di ricerca, migliorando così le possibilità di posizionarsi in alto nei risultati di ricerca organica e attirare un maggior numero di visitatori qualificati al loro sito web. La semplicità d’uso e l’efficacia di Yoast SEO lo rendono uno strumento essenziale per chiunque voglia ottenere un vantaggio competitivo nel mondo online.
Rank Math è un plugin avanzato di ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) progettato per siti web basati su WordPress. Con una vasta gamma di funzionalità potenti e facili da usare, Rank Math aiuta gli utenti a migliorare la visibilità del loro sito nei risultati di ricerca.
Il plugin offre un’analisi dettagliata delle parole chiave, suggerimenti di miglioramento SEO, e permette di ottimizzare titoli, meta descrizioni e URL per ottenere una migliore indicizzazione sui motori di ricerca. Inoltre, Rank Math offre la possibilità di generare sitemaps XML, gestire i dati strutturati, e monitorare le prestazioni del sito con strumenti analitici integrati.
Un’altra caratteristica distintiva di Rank Math è la sua interfaccia intuitiva e user-friendly, che rende facile per gli utenti di qualsiasi livello di competenza tecnica utilizzare efficacemente lo strumento.
Con una comunità in crescita e costanti aggiornamenti, Rank Math si è affermato come una delle migliori soluzioni SEO per WordPress, aiutando gli utenti a ottimizzare i loro siti web e ottenere risultati migliori nei motori di ricerca.
Entrambi sono progettati per aiutarti a ottimizzare il tuo sito web e migliorare la sua visibilità sui motori di ricerca, analizziamo le differenze tra Yoast Seo e Rank Math:
Gratuito vs Freemium: Yoast SEO offre una versione gratuita con funzionalità di base, mentre Rank Math è un plugin freemium, che offre funzionalità avanzate nella sua versione a pagamento.
Setup Wizard: Rank Math offre un setup wizard dettagliato che semplifica la configurazione iniziale, mentre Yoast SEO ha un wizard meno dettagliato.
Funzionalità Avanzate: Rank Math ha una vasta gamma di funzionalità avanzate nella sua versione gratuita, inclusa la gestione dei dati strutturati, l’ottimizzazione per più parole chiave, la gestione dei redirect e altro ancora. Alcune di queste funzionalità sono disponibili solo a pagamento in Yoast SEO.
Integrazione con Google Search Console: Entrambi i plugin si integrano con Google Search Console, ma Rank Math offre un’integrazione più dettagliata.
Interfaccia Utente: L’interfaccia di Rank Math è considerata più intuitiva e facile da usare da alcuni utenti, mentre Yoast SEO può sembrare un po’ più affollato e complicato.
Raccomandazioni Personalizzate: Rank Math fornisce raccomandazioni SEO personalizzate basate sul tuo contenuto specifico, mentre Yoast SEO ha raccomandazioni più generiche.
Numero di Parole Chiave: Rank Math consente di ottimizzare per un numero illimitato di parole chiave focus, mentre Yoast SEO ha un limite nel numero di parole chiave focus nella versione gratuita.
Schema Markup: Rank Math offre un supporto migliore per la gestione del markup schema, che aiuta i motori di ricerca a comprendere il tuo contenuto. Yoast SEO ha alcune funzionalità di schema markup, ma sono meno avanzate.
Integrazione con Google Analytics: Entrambi i plugin si integrano con Google Analytics, ma Rank Math offre un setup wizard più dettagliato per semplificare l’integrazione.
Assistenza e Supporto: Alcuni utenti hanno segnalato un supporto migliore da parte di Rank Math rispetto a Yoast SEO, soprattutto per gli utenti della versione a pagamento.
In conclusione, sia Yoast SEO che Rank Math sono potenti plugin SEO per WordPress, ma offrono diverse funzionalità, facilità d’uso e supporto. La scelta migliore dipende dalle tue esigenze specifiche e preferenze personali. Esplorare entrambi i plugin ti aiuterà a trovare quello più adatto alle tue esigenze di ottimizzazione SEO.
Se desideri avere una consulenza e ulteriori informazioni sulle Differenze tra Yoast SEO e Rank Math per il tuo sito WordPress, non esitare a contattarci.
WordPress è una delle piattaforme di gestione dei contenuti più popolari al mondo, con milioni di siti web che lo utilizzano. Ma con la popolarità arriva anche un maggiore rischio di attacchi informatici. Fortunatamente, ci sono alcune cose che puoi fare per rendere il tuo sito WordPress più sicuro. In questo articolo, esploreremo alcune delle migliori pratiche di sicurezza per WordPress.
Utilizzare password sicure
La prima cosa da fare per rendere il tuo sito WordPress più sicuro è utilizzare password sicure. Assicurati che la password che utilizzi per il tuo account WordPress sia lunga, complessa e unica. Evita di utilizzare password comuni come “password123” o “123456”. Inoltre, assicurati di cambiare la password regolarmente e di non utilizzarla per altri siti.
Aggiornare regolarmente WordPress e i plugin
Un altro passo importante per rendere il tuo sito WordPress più sicuro è quello di aggiornare regolarmente WordPress e i plugin che hai installato. Questi aggiornamenti spesso includono correzioni di sicurezza, quindi ignorare gli aggiornamenti può rendere il tuo sito vulnerabile a attacchi informatici. Assicurati di effettuare regolarmente backup del sito in modo da poter ripristinare eventuali problemi che potrebbero verificarsi durante gli aggiornamenti.
Utilizzare plugin di sicurezza
Ci sono molti plugin di sicurezza disponibili per WordPress che possono aiutarti a proteggere il tuo sito. Questi plugin possono offrire funzionalità come la scansione del sito per malware, la protezione da attacchi informatici, la gestione delle password e altro ancora. Alcuni esempi di plugin di sicurezza per WordPress includono Wordfence, Sucuri Security e iThemes Security.
Limitare l’accesso agli account degli utenti
Limitare l’accesso agli account degli utenti è un’altra buona pratica di sicurezza per WordPress. Assicurati di dare solo l’accesso necessario agli utenti del sito e di rimuovere gli account inutilizzati o non autorizzati. Inoltre, considera l’utilizzo di plugin di gestione degli accessi per limitare l’accesso a determinati contenuti del sito.
Utilizzare un certificato SSL
Un certificato SSL crittografa le comunicazioni tra il tuo sito WordPress e i visitatori del sito, proteggendo le informazioni sensibili come le password e i dati di pagamento. Inoltre, l’utilizzo di un certificato SSL può anche migliorare la posizione del tuo sito nei risultati di ricerca di Google. Ci sono molti provider di certificati SSL disponibili, quindi assicurati di scegliere uno affidabile.
Utilizzare un hosting sicuro
Infine, assicurati di utilizzare un hosting sicuro per il tuo sito WordPress. Ci sono molti provider di hosting disponibili, ma non tutti sono uguali in termini di sicurezza.
In conclusione, rendere il tuo sito WordPress più sicuro richiede un po’ di lavoro, ma può aiutarti a proteggere il tuo sito da attacchi e accessi indesiderati
WooCommerce è una delle piattaforme di e-commerce più popolari al mondo, con milioni di utenti in tutto il globo. Grazie ai suoi numerosi plugin, è possibile personalizzare la piattaforma WooCommerce per soddisfare le esigenze specifiche del proprio business.
WooCommerce consente agli utenti di creare e gestire un negozio online. Le caratteristiche principali includono:
Gestione dei prodotti: WooCommerce consente di creare, gestire e vendere qualsiasi tipo di prodotto, inclusi prodotti fisici, digitali e abbonamenti.
Pagamenti: WooCommerce offre numerose opzioni di pagamento, tra cui PayPal, Stripe, carta di credito e bonifico bancario.
Spedizione: WooCommerce consente di configurare le opzioni di spedizione, tra cui il costo della spedizione, la zona di spedizione e le opzioni di spedizione accelerata.
Gestione degli ordini: WooCommerce consente di gestire gli ordini, di tenere traccia dello stato degli ordini, di inviare notifiche agli utenti e di gestire i resi.
Personalizzazione: WooCommerce offre numerosi temi e plugin che consentono di personalizzare l’aspetto e le funzionalità del negozio online.
Integrazioni: WooCommerce offre integrazioni con numerose piattaforme di terze parti, tra cui Google Analytics, Facebook, Mailchimp e molti altri.
Multilingue e multi-valuta: WooCommerce è disponibile in molte lingue diverse e supporta numerose valute, consentendo ai negozi online di raggiungere un pubblico globale.
Sicurezza: WooCommerce è una piattaforma sicura e affidabile, che utilizza crittografia SSL per proteggere le transazioni e le informazioni degli utenti.
In sintesi, WooCommerce è una piattaforma completa ed estensibile che consente di creare e gestire un negozio online con molte funzionalità avanzate. Grazie alle sue numerose caratteristiche, WooCommerce è una delle piattaforme di e-commerce più popolari al mondo.
Sviluppare plugin per WooCommerce
Prima di iniziare a sviluppare un plugin per WooCommerce, è importante avere una conoscenza di base di PHP e WordPress. Inoltre, è necessario avere familiarità con il funzionamento di WooCommerce e delle sue funzionalità. Se sei già un programmatore WordPress, lo sviluppo di un plugin per WooCommerce sarà un compito relativamente facile.
Il primo passo per sviluppare un plugin per WooCommerce è creare una cartella per il plugin nella directory “wp-content/plugins” del tuo sito WordPress. All’interno di questa cartella, crea un file chiamato “plugin-name.php”. Questo file sarà il file principale del tuo plugin.
Una volta creato il file principale, è possibile iniziare a scrivere il codice per il tuo plugin. Uno dei primi passi consiste nell’aggiungere la funzionalità di base del tuo plugin. Ad esempio, se desideri aggiungere una nuova funzionalità di pagamento a WooCommerce, dovrai scrivere il codice per gestire il processo di pagamento e integrarlo con WooCommerce.
Uno dei modi più semplici per aggiungere funzionalità a WooCommerce è utilizzare i filtri e gli hook disponibili. WooCommerce offre molti hook che possono essere utilizzati per personalizzare la piattaforma. Ad esempio, l’hook “woocommerce_checkout_process” può essere utilizzato per eseguire alcune azioni durante il processo di checkout.
Una volta scritto il codice per il tuo plugin, è necessario testarlo per assicurarsi che funzioni correttamente. Puoi farlo accedendo alla sezione “Plugin” del tuo sito WordPress e attivando il plugin che hai appena creato. Se tutto funziona correttamente, il tuo plugin sarà pronto per essere utilizzato.
In sintesi, lo sviluppo di un plugin per WooCommerce di WordPress richiede una conoscenza di base di PHP, WordPress e WooCommerce. È importante scrivere codice pulito e ben documentato, e testare il plugin per assicurarsi che funzioni correttamente. Con un po’ di pratica e pazienza, è possibile creare plugin di alta qualità per WooCommerce che possano aiutare a migliorare il tuo business online.
Come molti di voi sapranno, i Core Web Vitals impongono ai siti web il rispetto di alcune specifiche che possono essere sintetizzate con: mobile first e siti veloci da navigare.
Perchè wordpress spesso è lento?
La risposta è molto semplice, molti costruiscono il sito da soli senza avere competenze specifiche, oppure si rivolgono a degli improvvisati che installano wordpress e scelgono un template grafico solamente perchè graficamente è accattivante e presenta livelli di difficoltà e di implementazione molto bassi.
Questo avviene perchè l’installazione di wordpress e la successiva installazione di un template grafico, è molto semplice, quasi alla portata di tutti. Stesso discorso per aumentare le funzionalità, esistono una miriade di plugin che permettono di creare e di aggiungere delle nuove funzionalità al sito web. Anche in questo caso, la scelta del componente aggiuntivo viene fatta seguendo delle logiche che non rispondono ad una corretta valutazione delle peculiarità del plugin, senza valutare e pesare bene quali sono i pro ed i contro di una determinata scelta.
Fatti non parole, di seguito un esempio concreto:
Un cliente si lamentava perchè il sito (wordpress) era troppo lento, utilizzando il tool di Google page speed, i risultati erano pessimi: appena l’8%. Considerate che il tool consiglia almeno un risultato attorno ai 90% (anche se ritengo che vada benissimo almeno un 75%).
Si trattava di capire il motivo di questa bassa prestazione, per cui il primo passo è stato quello di analizzare il server e di testare un clone del sito su dei server piu’ performanti:
Prima: Hosting condiviso
L'importanza della scelta del Template per un sito Wordpress. 14
Dopo: Vps
L'importanza della scelta del Template per un sito Wordpress. 15
La ripetizione del test sul clone, ha fatto aumentare le prestazioni di 16 punti, e credetemi, non sono pochi.
Sono stai analizzati tutti i componenti interni:
Erano presenti ben 35 plugin di cui utilizzati realmente 12.
Perchè tutti questi plugin? Semplice, chi ha realizzato il sito ha installato dei componenti esterni per fare delle prove, per proporre nuove funzionalità al cliente, per creare delle routine che potevano essere implementate tranquillamente modificando i file php e css di wordpress
Dopo aver tolto tutti i plugin inutili:
L'importanza della scelta del Template per un sito Wordpress. 16
Da un valore di 8 nello speed test siamo passati a 65!
Ultima cosa da fare, analizzare il template.
Era stato installato AVADA, forse uno dei template più utilizzati per siti realizzati con woprdpress, molto accativamene e facile da gestire. Piccolo problema, il codice che genera questo template è “sporco”, molto pesante e con tempi di caricamento lenti.
Abbiamo quindi realizzato un template custom, modificando quello di default contenuto nel cms, ecco il risultato:
L'importanza della scelta del Template per un sito Wordpress. 17
Un bel 95!
Ricapitolando, se il vostro sito wordpress è lento dovete:
analizzare le prestazione del server ed eventualente optare per una soluzione diversa
analizzare i plugin e chiedersi se sono realamente utili e se lo stesso risultato si possa ottenere in maniere diverse
Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web per offrirti l'esperienza più pertinente ricordando le tue preferenze e ripetendo le visite. Cliccando su "Accetta tutto", acconsenti all'uso di TUTTI i cookie. Tuttavia, puoi visitare "Impostazioni cookie" per fornire un consenso controllato
Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza durante la navigazione nel sito Web. Di questi, i cookie classificati come necessari vengono memorizzati nel browser in quanto sono essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito web. Utilizziamo anche cookie di terze parti che ci aiutano ad analizzare e capire come utilizzi questo sito web. Questi cookie verranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Hai anche la possibilità di disattivare questi cookie. Tuttavia, la disattivazione di alcuni di questi cookie potrebbe influire sulla tua esperienza di navigazione.
I cookie necessari sono assolutamente essenziali per il corretto funzionamento del sito web. Questi cookie garantiscono le funzionalità di base e le caratteristiche di sicurezza del sito web, in modo anonimo.
Cookie
Durata
Descrizione
_wpfuuid
11 years
This cookie is used by the WPForms WordPress plugin. The cookie is used to allows the paid version of the plugin to connect entries by the same user and is used for some additional features like the Form Abandonment addon.
cookielawinfo-checkbox-advertisement
1 year
Set by the GDPR Cookie Consent plugin, this cookie is used to record the user consent for the cookies in the "Advertisement" category .
cookielawinfo-checkbox-analytics
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional
11 months
The cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-others
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
CookieLawInfoConsent
1 year
Records the default button state of the corresponding category & the status of CCPA. It works only in coordination with the primary cookie.
viewed_cookie_policy
11 months
The cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
I cookie funzionali aiutano a svolgere determinate funzionalità come la condivisione del contenuto del sito Web su piattaforme di social media, la raccolta di feedback e altre funzionalità di terze parti.
Cookie
Durata
Descrizione
dtSa
session
This cookie is set by the provider Dynatrace. This is a session cookie used for saving the user action such as Click on Login across different pages.
I cookie per le prestazioni vengono utilizzati per comprendere e analizzare gli indici chiave delle prestazioni del sito Web che aiutano a fornire una migliore esperienza utente per i visitatori.
Cookie
Durata
Descrizione
_gat
1 minute
This cookie is installed by Google Universal Analytics to restrain request rate and thus limit the collection of data on high traffic sites.
dtCookie
session
This cookie is set by the provider Dynatrace. This is a session cookie used to collect information for Dynatrace. Its a system to track application performance and user errors.
dtLatC
session
This cookie is set by the provider Dynatrace. This is a session cookie used for storing a numeric value.
dtPC
session
This cookie is set by the provider Dynatrace. This is a session cookie used to collect information for Dynatrace. Its a system to track application performance and user errors.
rxvt
session
This cookie is set by the provider Dynatrace. This is a session cookie used to store two timestamps.
I cookie analitici vengono utilizzati per capire come i visitatori interagiscono con il sito web. Questi cookie aiutano a fornire informazioni sulle metriche del numero di visitatori, frequenza di rimbalzo, fonte di traffico, ecc.
Cookie
Durata
Descrizione
_ga
2 years
The _ga cookie, installed by Google Analytics, calculates visitor, session and campaign data and also keeps track of site usage for the site's analytics report. The cookie stores information anonymously and assigns a randomly generated number to recognize unique visitors.
_gid
1 day
Installed by Google Analytics, _gid cookie stores information on how visitors use a website, while also creating an analytics report of the website's performance. Some of the data that are collected include the number of visitors, their source, and the pages they visit anonymously.
CONSENT
2 years
YouTube sets this cookie via embedded youtube-videos and registers anonymous statistical data.
rxVisitor
session
This cookie is set by the provider Dynatrace. This cookie is used to store the visitor ID for the returning visitors.
I cookie pubblicitari vengono utilizzati per fornire ai visitatori annunci e campagne di marketing pertinenti. Questi cookie tracciano i visitatori attraverso i siti Web e raccolgono informazioni per fornire annunci personalizzati
Cookie
Durata
Descrizione
sp
1 year
This cookie is set by the host c.jabmo.app. This cookie is used to serve the content based on user interest and improve content creation.
VISITOR_INFO1_LIVE
5 months 27 days
A cookie set by YouTube to measure bandwidth that determines whether the user gets the new or old player interface.
YSC
session
YSC cookie is set by Youtube and is used to track the views of embedded videos on Youtube pages.
yt-remote-connected-devices
never
YouTube sets this cookie to store the video preferences of the user using embedded YouTube video.
yt-remote-device-id
never
YouTube sets this cookie to store the video preferences of the user using embedded YouTube video.